Zanzotto a Sarajevo

L’avessero detto, alle scuole dell’obbligo, che a questo pure serve la poesia – a ritrovare casa. Per questo tengo qui con me le poesie di Zanzotto, le sfoglio in ordine sparso, ci rimesto dentro, solo per potermi imbattere di quando in quando in versi come settembre per sempre / nell’azzurro fruttuosi cieli / apre al genio inquieto del sole, e ritrovare nei versi dei riflessi di stagioni in cui s’è vissuto, parole come Montello, Soligo, Colle di Giano. Un dialetto sempre più esiguo, fossile. Una nota, a fine raccolta, che si premura di specificare: Campéa, Dolle, Lorna, Serravalle, sono nomi di località vere o fittizie – vere o fittizie.